E' tinto di giallo l'inizio anno della Pallacanestro Bisiaca, come i due referti recapitati dagli UdC al termine di due sconfitte uguali nelle conseguenze ma diverse per tempi, modi e importanza relativa. Molto pesante la prima in casa Virtus Trieste, non solo per lo scarto siberiano (il termometro si ferma a -36), non solo perché il risultato palindromo fissato sul 73-37 evidenzia sia la poca efficacia nel contrastare il gioco semplice e pulito, veloce e snello dei padroni di casa sempre in totale controllo della situazione, sia il disastroso schianto del pseudo-attacco biancoblù tanto contro i ferri della palestra delle scuole Da Vinci nelle (rare) occasioni in cui la PB ha avuto a disposizione conclusioni comode, quanto contro il muro della difesa fisica della Virtus (che per altro per gusto di chi scrive poteva scegliere meglio nome e colori sociali, ma questa è un'altra storia), che non ha dovuto fare niente di eccezionale se non stare costantemente attaccata all'uomo da riga di fondo a riga di fondo con la giusta intensità per spegnere sul nascere qualsiasi velleità ospite.

E' pesante soprattutto per il modo. Tolto un primo quarto sufficiente in cui tutto sommato la PB è rimasta abbastanza in partita, il resto della recita è stato un flop totale. Mai in partita, mai capaci di mettere un freno alle mareggiate bianconere e soprattutto mai in grado di grattare la superficie della retroguardia casalinga, poche idee, poco movimento di uomini e palla, poca concretezza, poca cattiveria anche nell'approfittare di quel che ogni tanto veniva concesso per cercare almeno una scintilla, un brivido, un'emozione che scatenasse la rivoluzione. Tentativi per altro sempre respinti con perdite dal cinismo bianconero. E a poco valgono le recriminazioni sulle numerose assenze che hanno costretto coach Bouchlas a presentarsi a Trieste con una rosa rimaneggiata, tutt'al più si sarebbe potuto contenere lo scarto ma il referto rosa sarebbe rimasto comunque un lontano miraggio, vista la disarmante mollezza messa in campo.

Uguale nelle conseguenze (ovvero punti zero aggiunti alla classifica), ma diversa nei modi e nei tempi la sconfitta casalinga subita contro l'imbattuta capolista Dom che prosegue nella sua marcia inesorabile verso le finali di giugno. Diversa perché è cominciata peggio rispetto alla trasferta triestina, dopo 5 minuti il tabellone recita un 0-17 che avrebbe ammazzato un toro, figuriamoci la squadra informe vista la settimana scorsa. Ed invece stavolta la rivoluzione c'è stata. Scrollatasi di dosso la paura di giocare contro gli imbattuti che presentano un roster farcito di uomini con cv illustre e una fisicità decisamente fuori scala per i biancoblù (basterebbe il solo Dreas, ma la qualità e la quantità del roster dei goriziani va ben oltre l'ex Falconstar e Grado), prese le ultime gocce di spavalderia necessaria da un paio di triple infilatesi finalmente nel cesto avversario, la PB comincia ad affrontare a viso aperto gli ospiti senza sottrarsi alla lotta, stringendo un pò quell'area che era facile terra di conquista.

La batteria di tiratori di coach Bouchlas risponde (quasi) compatta presente, i biancoblù nel secondo quarto tirano dall'arco con percentuali ben superiori al 50% e pian pianino macinano punti e erodono un pezzetto alla volta il vantaggio accumulato pronti via dagli ospiti. A metà partita le due squadre sono sostanzialmente in parità e i padroni di casa hanno raddrizzato una situazione che definire complicata è eufemistico. Il terzo quarto procede sullo stesso spartito, i goriziani riprovano a scappare coi cesti di Visintin e la presenza sotto le plance di Dreas ma ormai la PB è in partita e il sacro fuoco dei franchi tiratori ancora non si è spento e la partita a questo punto è anche molto divertente, a canestro di qui corrisponde canestro di là. Si va avanti così fino all'ultima frazione, quando l'ex Kocman scava l'ultimo decisivo break condito da una imperdonabile disattenzione difensiva che genera nervosismo tra i padroni di casa, anche un pò stanchi soprattutto mentalmente sia per la rincorsa, sia per l'impegno del dover affrontare una squadra contro cui non si può sbagliare mai. E' l'allungo decisivo e da qui in poi ci penserà ancora Visintin - mattatore della serata con 28 punti di cui due terzi negli ultimi dieci minuti - a rimbalzare ogni tentativo di riavvicinamento dei biancoblù.

Il Dom gestisce senza grossi patemi una decina di punti di vantaggio fino al temine, i biancoblù mollano di schianto negli ultimi minuti e concedono una secchiata di tiri liberi agli avversari che allargano la forbice in maniera probabilmente esagerata per quel che si è visto in campo. Finisce 86-69 per gli ospiti, col rammarico perché per lunghi tratti la partita è stata pari ma con la consapevolezza di aver elargito, stavolta sì, una prova convincente. Si ripartirà ora col trittico Santos-Venezia Giulia-Villesse che porterà la PB al giro di boa, con la consapevolezza che se l'obiettivo è il fatidico secondo posto, d'ora in poi si dovrà sbagliare poco.